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La Chiesa di San Lorenzo Martire di San Buono (Ch)

Informazioni storiche sulla chiesa di San Lorenzo Martire di San Buono. Fondata nel XII secolo

San Lorenzo Martire di San Buono (foto di Gabriele Paganelli)

Tipologia: Impianto a navata unica con cripta.

Ubicazione: Piazza G. Amicarelli, San Buono (Ch)

Utilizzazione: Fruibile, chiesa regolarmente officiata

Epoca di costruzione : Primo impianto: ante XIV secolo; trasformazioni successive: XVIII-XIX e 1942.

Storia e descrizione della chiesa di San Lorenzo Martire di San Buono. La Chiesa parrocchiale di San Lorenzo Martire risale al XII secolo. Ha avuto il suo completamento con la erezione della maestosa facciata in stile romanico eseguita, dal 1958 al 1960. Ha un’estensione di m. 21 x 10,70:cioè mq. 224,70. La chiesa è a croce latina, ricca di stucchi del Fagnani, su disegno dell’lng. Castelli, con pitture di Ferdinando Palmerio di Guardiagrele. Misura m. 10,70 di larghezza e m. 29 di lunghezza fino al presbiterio. Ha un tiburio alto metri 21 ricchissimo di stucchi con quattro occhi sezionati a croce, con rosone centrale e cinque file di cassettoni, che decrescono andando verso il centro della volta. Ricca di tantissime opere d’arte di cui, un organo di rilevante valore artistico a mantice del XVII sec dei F.lli D’Onofrio, un battistero e un’artistica acquasantiera del 1619 con stemma dei Caracciolo. Ferdinando Palmerio di Guardiagrele affrescò, verso il 1900, i Quattro Evangelisti, la Nascita di Gesù Cristo, la Fuga in Egitto e il Battesimo di Nostro Signore: il primo sulle quattro vele del tiburio e gli altri tre affreschi lungo la volta del tempio. La cripta,dove si conserva l’intero corpo del Martire San Buono, patrono della cittadina che porta il suo nome. misura m. 10×8, e gli affreschi sono dello stesso Palmerio (le figure), mentre l’indoratura e le decorazioni sono di Pavone. Il campanile della Chiesa di S. Lorenzo M. si eleva all’altezza di oltre 40 metri sul lato sinistro del portale della cripta di San Buono prospiciente la Piazza principale «Celestino Cupaiolo». E’ fornito di 4 campane, di cui la maggiore pesa 13 q.li, e di un orologio di proprietà della parrocchia. Le campane sono tutte benedette e in una di essa sono scolpiti ai lati i nomi dei venticinque caduti della 1ª guerra mondiale (1915-18), sotto la dicitura: «Canti il tuo squillo Gloria a Dio Eterna ai nostri gloriosi Caduti nella guerra di redenzione 1915-18».
All’interno della chiesa si conserva il pregevole organo settecentesco in legno scolpito dorato e policromo, recentemente restaurato. Fu costruito nella seconda metà del secolo XVIII ed è attribuibile ai D’Onofrio (sulla base dell’analisi del profilo del modiglione, dell’accessorio e della struttura generale). Lo strumento, proveniente dal convento di Sant’Antonio di San Buono, è collocato sopra la porta d’ingresso della chiesa, in una cantoria in muratura, con parapetto mistilineo corniciato e semplicemente dipinto. La cassa è lignea, riccamente decorata ai lati, sulle paraste, nelle campate e sul cornicione con decorazioni lignee che riproducono elementi vegetali e teste di angeli.

Il Martire San Buono

Ben poche notizie si hanno del Protettore, San Buono. Nel Martirologio Romano, al primo di agosto si legge che nella via Latina vi fu il martirio di Buono prete, Fausto, Mauro, con altri nove che sono scritti negli Atti di Santo Stefano I, Papa. Negli stessi si legge: “Accadde che tra i suoi chierici si trovavano dodici di cui indichiamo i nomi: Buono, Fausto, Mauro etc. i quali, senza essere interrogati, furono condannati alla decapitazione. Furono decollati nella via Latina presso la forma dell’acquedotto. I loro corpi furono raccolti da Tertullino e furono seppelliti vicino ai corpi dei Santi Giovino e Basileo, nella via Latina, lo stesso giorno primo di agosto 259, sotto l’Imperatore Valeriano ( 254-260 d.C.). Dalla Bolla autentica delle sue reliquie sappiamo che il Sacro Corpo del Martire Buono è giunto nella nostra cittadina nel 1753, su richiesta di uno dei Principi Caracciolo, feudatario di San Buono, che lo portò in dono alla comunità“.

Bibliografia:– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
– Il suono dell’arte. Gli organi antichi della Provincia di Chieti, a cura di A. Mammarella, Teramo, 2002;
– N. Santilli, Il Castello di San Buono e i suoi feudatari, Vasto, 1964;
– P. Sella (a cura di), Rationes decimarum Italiae: Aprutium – Molisium: le decime dei secoli XIII-XIV con carta topografica delle diocesi, Città del Vaticano, 1936.

Fonte: le informazioni sono tratte dal sito del comune di San Buono e dal sito www.trignosinelloturismo.it/.

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