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La Chiesa di San Maurizio di Schiavi d’Abruzzo (Ch)

Nella chiesa di San Maurizio di Schiavi è conservato un organo ligneo del XVIII Secolo

 chiesa San Maurizio di Schiavi d'AbruzzoTipologia: Impianto a tre navate

Ubicazione: Piazza Vittorio Emanuele – Schiavi d’Abruzzo (Ch).

Utilizzazione: Fruibile, chiesa regolarmente officiata.

Epoca di costruzione : Primo impianto: ante XVI secolo; trasformazioni successive: XIX secolo.

Stato di conservazione: Mediocre stato di conservazione.

Descrizione  della Chiesa di San Maurizio di Schiavi di Abruzzo. La chiesa è ubicata all’estremità Sud-Est del nucleo primitivo del borgo fortificato di Schiavi d’Abruzzo (vd. scheda Borgo fortificato) oltre che nella parte più alta del paese. L’edificio attuale, del XIX secolo, ha modificato l’impianto originale cinquecentesco. La chiesa fu di patronato della famiglia Caracciolo di Santo Bono, dal 1580 fino all’abolizione della feudalità. Il sito che occupava la chiesa cinquecentesca nell’Ottocento (1828 e 1839) deve aver avuto un’instabilità geologica che ha portato alla ricostruzione dell’edificio sacro. La nuova fabbrica, probabilmente ampliata, ha determinato una modifica o un inglobamento delle case-mura, rintracciabili nel basamento a scarpa della torre campanaria.
L’edificio, progettato dagli ingegneri Carlo Luigi Dau prima e Tommaso Mammarella poi, con le maestranze di Pasquale Di Fonzo di Villa Santa Maria nel 1833 e nel 1837, viene danneggiato da nuovi crolli nel 1839. Dopo il 1850 iniziarono i primi lavori, completati nel 1872 con la consacrazione della chiesa. La volta della navata viene demolita nel 1939.
Nella facciata con apparecchio murario con conci in pietra è interessante il portale in pietra scolpita di stile neoclassico, con cornicione e volute laterali del 1857. La torre campanaria presenta degli elementi in pietra scolpita, forse riconducibili alla fase più antica della fabbrica.

Degno di nota è l’organo in legno scolpito e dorato, costruito nella seconda metà del secolo XVIII ed attribuibile a Francesco D’Onofrio. Lo strumento è collocato sopra l’ingresso principale, in una cantoria in muratura, sorretta da due colonne e bussola, con parapetto mistilineo convesso al centro, con cinque specchiature corniciate decorate con festoni, elementi vegetali in stucco e strumenti musicali. La cassa, variamente decorata, è in legno naturale. Il prospetto è tripartito con profilo piatto diviso da paraste con decorazioni lignee che riproducono motivi floreali sormontate da capitelli ionici. Sono presenti tre festoni lignei variamente intagliati; al centro è raffigurata una testa di uomo. Ai lati della cassa vi sono volute lignee con motivi floreali; il cornicione è ondulato, spezzato e risaltato; ai lati due vasi lignei con motivi fitomorfi. Lo strumento è stato restaurato nel 1889 da Pasquale D’Onofrio e successivamente altri organari sono intervenuti senza lasciare indicazioni particolari. (G. L. V.)

Bibliografia:
– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
– V. Furlani, Studio e progetto di fattibilità recupero e valorizzazione centri storici recupero e sviluppo artigianato tipico. Comunità Montana AltoVastese, Schedatura Analitica parte II, Chieti, 1993;
– Il suono dell’arte. Gli organi antichi della Provincia di Chieti, a cura di A. Mammarella, Teramo, 2002;
– M. Massone, Visualizzazione grafica delle emergenze culturali del centro storico di Schiavi d’Abruzzo, in Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996;
– A. R. Savino, Schiavi d’Abruzzo. Il borgo dei Templi del cielo in Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996.