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La chiave di Herentas di Tufillo (CH)

la chiave di herentas trovata a Tufillo (ch)

Dedicata ad Herentas, la dea Afrodite per i popoli italici

Nel 1933, su Monte Farano, fu rinvenuta una chiave votiva sulla quale è incisa in lingua osca una dedica ad Herentas (Afrodite): “herettates : sum / agerllud” (sono di Herentas / da Agello).

Il territorio di Tufillo fu abitato nel periodo preromano dai frentani. L’insediamento primitivo era nei pressi di monte Farano, ora sito archeologico di rilievo.
Sempre nel territorio di Tufillo è stata rinvenuta una statuetta in bronzo raffigurante Giove giovanile o Ercole, particolarmente venerato fra le popolazioni frentane. Ciò fa supporre che il primo insediamento dev’essere localizzato sulla parte più alta del suo territorio, Monte Farano, metri 705 slm.
Secondo una leggenda Tufillo era ubicata a Monte Farano, ma un’invasione di grosse formiche avrebbe costretto i suoi abitanti ad abbandonare le abitazioni originarie e a riedificarle più in basso, dove sorge l’attuale paese.
Questa, come tutte le leggende, trae ispirazione da elementi reali: il topos dell’invasione dei formiconi, come avviene in altre località abruzzesi, adombra il ricordo di un antico insediamento, e recenti ricognizioni condotte su Monte Farano hanno avvalorato tale ipotesi, confermata dal rinvenimento di materiali ceramici databili tra il IV ed il III sec. a.C. e dalla individuazione dell’angolo settentrionale di un ambiente con pavimento in signino. E’ inoltre noto che dalle pendici del monte proviene una chiave bronzea famosa per l’iscirizione in lingua osca herettates: sum /agerllud (sono di Herentas/da Agello), che menziona la divinità cui era destinato l’ex voto, Herentas (Afrodite), ed Agello, probabile denominazione del vicus, ossia dell’antico nucleo abitato che dedica la chiave alla dea.
Il Territorio di Tufillo ha restituito anche una statuetta in bronzo, alta cm 17, raffigurante forse Giove giovanile:manca infatti la pelle leonina, tipico attributo di Ercole, sostituita da un mantelletto drappeggiato intorno al braccio sinistro, el’oggetto tenuto nella mano destra della figura sembra proprio il fulmine che contraddistingue le rappresentazioni di tale divinità.
La statuetta, che per stile e struttura del corpo non può esser datata prima del III sec. a.C., proviene quasi certamente da un santuario, ma non sappiamo se fosse localizzato anch’esso su Monte Farano o in altra zona dell’agro di questo comune.
L’antica frequentazione del territorio di Tufillo trova ulteriore conferma nella presenza di vari siti di indubbio interesse archeologico che, benché non siano stati ancora oggetto di indagini sistematiche, riservano sicuramente degli aspetti interessanti ai fini della ricostruzione della topografia antica e della storia locale.

La chiave e molti altri interessanti reperti archeologici rinvenuti nel territorio vastese, sono conservarti presso l’ Museo per l’Arte e l’Archeologia di San Buono.

Fonte:le informazioni sono state tratte dal sito web del comune di Tufillo.