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Il borgo fortificato di Schiavi d’Abruzzo (Ch)

borgo fortificato di Schiavi

Informazioni storiche sul borgo fortificato di Schiavi di Abruzzo

Tipologia: Cerchia urbana

Ubicazione: Centro storico

Utilizzazione: Fruibile, adibito ad abitazioni, attività commerciali e servizi

Epoca di costruzione: Ante XV sec. (?)

Stato di conservazione: Borgo fortificato parzialmente integro.

Descrizione del borgo fortificato di Schiavi di Abruzzo: «L’abitato di Schiavi tipologicamente può considerarsi assimilabile ad aggregati originati da insediamenti di crinale con sviluppo a pettine bifrontale […]» (V. Furlani, cfr. bibliografia).
A Nord Ovest dell’ abitato si notano due importanti emergenze architettoniche: la chiesa di San Maurizio e il sito di una postazione fortificata di cui rimane l’indicazione toponomastica di Piazza Largo del Castello.
Non vi sono prove dell’esistenza del castello, tuttavia restano le tracce di una costruzione semicircolare nell’area ed inoltre va sottolineata la particolare forma rettangolare della piazza tutta delimitata da edifici e la particolare visuale di controllo di questo luogo posto nella parte più elevata dell’abitato da dove è possibile scorgere il Monte Pizzuto, il Molise con le valli del Trigno e del Sente e i passaggi verso Castiglione Messer Marino e Castelguidone.
Di questo borgo-fortificato sono ancora visibili ad Ovest le case-mura con possenti mura a scarpa e all’interno archi e sottoportici. Sul fronte opposto ci troviamo di fronte ad un quartiere generatosi più tardi (post sec. XV) a seguito di una crescita demografica del centro montano come è accaduto a Vasto, Monteodorisio, Lanciano e Chieti nel quartiere Trivigliano (cfr. V. Furlani bibliografia).

Anche qui oltre alla pietra calcare talvolta viene impiegata la pietra arenaria mentre la lastricatura delle strade interne era realizzata ancora nel 1921 con cunei di pietra alla romana. (A. B.)

Bibliografia:
– Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996;
– V. Furlani, Studio e progetto di fattibilità recupero e valorizzazione centri storici recupero e sviluppo artigianato tipico. Comunità Montana AltoVastese, Schedatura Analitica parte II, Chieti, 1993;
– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
– M. Massone, Visualizzazione grafica delle emergenze culturali del centro storico di Schiavi d’Abruzzo, in Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996;
– E. A. Paterno, Città e paesi d’Abruzzo e Molise, Pescara, 1963;
– A. R. Savino, Schiavi d’Abruzzo. Il borgo dei Templi del cielo in Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996.

Antologia:

E. A. Paterno, Città e paesi d’Abruzzo e Molise, Pescara, 1963, p. 167
«A Schiavi sono visibili i resti di un antico Ca¬stello …»

A. R. Savino, Schiavi d’Abruzzo. Il borgo dei Templi del cielo in Cammini Europei ’96. Itinerari Culturali nella “Terra di Confine”, Vasto (Ch), 1996, p. 53

«Dalle pendici del Monte Pizzuto, a 1172 metri di quota, Schiavi d’Abruzzo si affaccia sulla valle del Trigno. Il suo territorio è caratterizzato da monti e pascoli.
L’odierna Schiavi fu un significativo centro dei Sanniti Pentri e sorgeva a breve distanza da Pietrabbondande e Trivento. I resti archeologici, appartenenti al periodo preromano, romano e medievale, testimoniano che in quella località esistevano, sin dai tempi più antichi, rilevanti insediamenti abitativi, che si susseguirono nei secoli.
I documenti più recenti della dinamicità dell’antica Schiavi risalgono al II sec a.C., allorché il luogo si arricchì di un notevole complesso cultuale, le cui tracce sono visibili ancor oggi.
Si suppone che Schiavi sia stata infeudata dalla famiglia Caracciolo dei principi di San Buono nel sec. XVIII.
Nella chiesa parrocchiale di San Maurizio Martire è conservato un pregevole organo in legno intagliato monocromo del sec. XVIII; interessante è il portale in pietra del Settecento.
Nel campanile è scolpita una misteriosa effigie umana. Accanto alla chiesa vi sono i locali dell’antica farmacia reale Tredicine».