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La Chiesa dell’Immacolata Concezione o Santa Maria Assunta di Guilmi (CH)

Informazioni storiche sulla chiesa di Santa Maria Assunta di Guilmi. Realizzata prima del 1568

Tipologia: Impianto a navata unica con transetto

Ubicazione: Via Chiesa. Ubicata nella parte più alta del paese nel centro storico di Guilmi, Provincia di Chieti

Utilizzazione: Fruibile, chiesa regolarmente officiata

Epoca di costruzione: Ante 1568; trasformazioni successive: XVIII secolo.

Stato di conservazione della chiesa di Santa Maria Assunta di Guilmi. La chiesa versa in un mediocre stato di conservazione per l’interno e l’esterno dell’edificio. La posizione centrale nel nucleo antico di Guilmi, la notizia di un luogo di culto nel 1300 ca. e la presenza di un inedito paramento in stucco con raffigurazioni antropomorfe probabilmente cinquecentesco, rendono importanti una lettura degli alzati e una indagine conoscitiva. (M. Ma.)

Descrizione dell’edificio: La facciata, divisa in due registri da una cornice marcapiano, presenta un rivestimento moderno con intonaco cementizio.
Il portale in pietra, scolpito in forme barocche e avvicinabile per analogia compositiva a quello più sobrio della chiesa di Sant’ Antonio a San Buono, è opera di Carmine Pollice, lapicida di Capracotta, che lo firma nel 1766. Un’iscrizione posta sull’architrave indica nel 1767 l’avvenuto completamento dell’edificio. Nel 1817 furono realizzati dei lavori di restauro da parte del costruttore Vincenzo Ferreri di Pescopennataro.
Il campanile in pietra, a “torre tozza” e a pianta quadrangolare, è diviso in più registri da cornici marcapiano e si presenta in forme barocche nei livelli successivi al primo. Sulla sommità è presente una cupola bulbiforme con caratteri orientalizzanti.
Nel 1861 la torre campanaria funzionava temporaneamente da mastio posto a protezione degli abitanti di Guilmi che qui si rifugiarono per sfuggire agli attacchi dei briganti.
L’interno, rinnovato completamente nel XVIII secolo, è monoaulato con cappelle laterali e voltato a botte lunettata.
Sopra l’ingresso principale, in una cantoria in muratura sorretta da colonne e bussola, è collocato un pregevole organo ligneo costruito nella seconda metà del XVIII sec. e attribuibile a Francesco D’Onofrio. La cassa è riccamente decorata; il prospetto è tripartito e diviso da paraste con motivi vegetali ed arricchito nei fornici da decorazioni lignee a motivi vegetali ed al centro da teste di cherubini. (M. M.)

Bibliografia:
– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];
– Il suono dell’arte. Gli organi antichi della Provincia di Chieti, a cura di A. Mammarella, Teramo, 2002;
– G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577 in G. Meaolo, I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996.

Antologia:

G. Oliva Arcivescovo dal 1568 al 1577 in G. Meaolo, I vescovi di Chieti e i loro tempi, Vasto (Ch), 1996, p. 88

«Il 19 del mese di maggio 1568 […] venimmo alla terra di Guilmi, in cui, ascoltata la Messa, diede la benedizione e recitò le orazioni nella chiesa di S. Maria, di cui è Rettore D. Antonio Herinommi (?). Conferì il Sacramento della Cresima e poi visitò il Sacramento dell’Eucarestia, conservato in una certa cappella, a mano destra, non molto decentemente; decretò che si ponesse sull’altar maggiore in una custodia adatta. Quindi visitò il Sacramento del Battesimo [Fonte Battesimale]. La Chiesa è senza sacrestia, per cui ordinò che si costruisse a mano sinistra in un vicolo che è presso la detta chiesa. […] Visitò [Mons. Oliva] l’ospedale di S. Maria [nei pressi probabilmente della parrocchiale] ben custodito; […] – la chiesa di S. Vito, di cui il rettore Carlo Moccia: è stata ricostruita dalle fondamenta dallo stesso rettore; – la chiesa di S. Giovanni dentro la terra; è senza rettore e senza porte; comandò si riparasse e ne sequestrò i frutti».

Fonte: le informazioni pubblicate sono tratte dal sito www.trignosinelloturismo.it/. Foto è di Antonio Fragassi.

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