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Ottobre 1943: la II Guerra Mondiale sconvolge la valle del Trigno. 400 morti e 1000 feriti tra i civili

guerra mondiale nella valle del TrignoSTORIA e CULTURA. A partire dalla notte tra il 22 e il 23 ottobre e sino ai primi di novembre del 1943 la vallata del Trigno fu travolta dalla Seconda Guerra Mondiale.

Giovanni Artese, insegnante e storico di San Salvo, autore di diverse pubblicazioni come “La guerra in Abruzzo e Molise 1943-1944”, ha ricostruito con grande accuratezza le operazioni belliche che interessarono l’area vastese e molisana tra la fine di ottobre e i primi di novembre del 1943.

La linea del Trigno, definita dai tedeschi “Barbara-Stellung”, ebbe lo scopo di ritardare l’avanzata degli anglo-americani verso Nord. In seguito alla caduta della linea del Trigno il fronte si spostò sul fiume Sangro dove, nel dicembre 1943, si ebbero durissimi combattimenti.  Ad Ortona si combattè casa per casa e per questo viene ricordata come la Stalingrado d’Italia.

Le vittime civili e militari nel vastese e nell’alto Sannio. In riferimento ai drammatici combattimenti che ebbero luogo tra il Trigno e Vasto testimoni raccontano che “sul terreno dei campi di battaglia, devastato dalle operazioni belliche, restavano i segni degli scontri, e il sangue versato dagli uomini degli opposti schieramenti“.

La furia cieca della guerra causò centinaia di morti e migliaia di feriti. Molti civili morirono nei paesi del vastese a causa dei bombardamenti aerei degli alleati, dell’artiglieria e per le rappresaglie tedesche.

Scrive lo storico Artese: “E’ difficile, anzi impossibile, dire esattamente quante furono le vittime (militari) della battaglia. Le perdite della 78ª Divisione britannica ammontavano a più di 1000 uomini (250 morti, 700 feriti e 55 prigionieri); nell’8ª Divisione indiana il 6° battaglione del 13° reggimento “Royal Frontier Force Rifles” ebbe 38 morti, 209 feriti e 14 dispersi; il 1° battaglione del 15° “Essex Regiment” circa 36 morti e 139 feriti; gravi anche le perdite del 3° battaglione dell’8° “Punjab Regiment”. Perdite minori si ebbero nelle operazioni attraverso la media e alta-valle. Non ben conosciute ma certamente inferiori le perdite delle formazioni tedesche.

Quanto ai civili, nella valle del Trigno si ebbero circa 400 morti in totale: 35 morti circa a San Salvo (di cui 14 il giorno 3 novembre 1943), circa 30 a Vasto, 126 a Cupello, 2 a Lentella, 10 a Fresagrandinaria, 4 a Dogliola, 7 a Tufillo, 10 a Furci, 1 a Palmoli, circa 25 a Celenza, 11 a Carunchio, circa 6 a Castiglione, 2 ad Agnone e contrade, 2 a Pescolanciano, 14 a Capracotta, 2 a Civitanova, 3 a Duronia, 13 a Torella, più di 6 a Bagnoli, 2 a Trivento, 5 a Tavenna, 2 a Roccavivara, circa 4 a Montefalcone, circa 9 tra Montemitro e San Felice, 11 ad Acquaviva, circa 10 tra Mafalda e Tavenna, 20 a Montenero di Bisaccia e altri ancora nelle restanti località della valle, in gran parte a seguito dei bombardamenti aerei alleati e in parte minore per fuoco di artiglieria, per mine antiuomo e anticarro o per essere incorsi in esecuzioni o rappresaglie tedesche (circa 35). Almeno altri 1.000 civili rimasero feriti“.

68 anni non sono stati sufficienti per cancellare quei drammatici eventi dalla memoria di chi li ha vissuti. Alle nuove generazioni è affidato il compito di ricordare i giorni della paura, per non dimenticare mai l’orrore della guerra e il tributo di sangue pagato anche dai nostri paesi.

Il testo completo dell’articolo del professor Artese è disponibile al seguente link:

La Seconda Guerra Mondiale in Italia, la Linea Barbara-Stellung e i combattimenti sul territorio di Tufillo (2-4 Novembre 1943)

Articolo di: Ivan Serafini

Foto: Ponte sul Trigno fatto esplodere dai tedeschi, 1943 (concessa dall’Imperial War Museum di Londra), tratta dal sito http://www.sansalvo.net

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