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Poesia di Giuseppe D’Uva Cifelli dedicata alla mostra dell’11 agosto a San Felice del Molise

969478_10151602443423170_519120945_nPubblichiamo molto volentieri una poesia in versi endecasillabi composta dal poeta Giuseppe D’Uva Cifelli sulla manifestazione svoltasi a San Felice del Molise dall’11 al 13 agosto 2013.
L’evento, Itinerari Inediti- San Felice del Molise tra Natura e Storiapromosso dal Centro Studi Montagna Vastese e dalla Pro Loco di San Felice del Molise, ha avuto un ottimo riscontro di pubblico.
Magnifica la cornice storica offerta dal Caffè Letterario di San Felice, preziosa l’esposizione sui fossili rinvenuti dal Sig. Luigi Gentilini e molto belli gli scatti fotografici proposti dai soci del Centro Studi. Avvincente si è rivelata la presentazione e la lettura di brani scelti del romanzo storico di Nicola Mastronardi, Viteliù – Il nome della libertà.

Un plauso, per l’accoglienza e il supporto, anche agli organizzatori dell’Ankora Festival che hanno proposto piatti della tradizione locale (Taccunelle al pomodoro fresco e basilico,  Baccalà fritto, Insalata di pomodori e tortarelle) accompagnati dagli ottimi vini Tintilia delle Cantine Cipressi e da musica blues e jazz.

Apprezziamo molto il contributo in rime del Sig. Giuseppe D’Uva Cifelli, soprattutto perché ha colto nel segno l’esigenza di far breccia nel cuore dei residenti, affinché per primi si facciano orgogliosi promotori delle peculiarità naturalistiche e culturali della propria terra.
Siamo convinti, infatti, che non può esserci vero e profondo amore per la propria terra senza la conoscenza della storia, della natura, delle tradizioni che lo caratterizzano.
E ognuno di noi può dare un piccolo ma importante contributo in questo senso.

Grazie e buona lettura

11 Agosto 2013 al Caffè Letterario di S. Felice del Molise

Nel raffinato Caffè Letterario
di San Felice, borgo molisano,
ricco di ulivi, di vigne e di grano,
due brevi concioni, di un certo divario,
sono stati svolti, in prima serata,
nell’opprimente calura agostana,
dall’abruzzese, Ivan Serafini
nonché dal bellunese, Gentilini.
Il giovan Serafini, Presidente
del Centro Studi Montagna Vastese,
parlando a braccio e, con voce suadente,
ci ha illustrato le azioni intraprese
per salvaguardare e dare valore
ad usi, costumi, ambiente e cultura,
a storia, arti, prodotti e splendore,
ai territori e alla loro struttura,
che, della natura, il volto benigno
ha dispensato alla Valle del Trigno.
Facciamo voti acché siffatte azioni
ricevano l’avallo ed il sostegno
delle locali e varie istituzioni,
oltre che il nostro solidale impegno,
nell’acquisita consapevolezza
che esse vadano in pieno condivise,
se esaltar vogliamo la bellezza
del nostro amato e splendido Molise.

Quando la sala è tornata silente,
si è fatto avanti e, senza indugio alcuno,
ha preso la parola, sorridente,
Luigi Gentilini da Belluno,
valente poeta, d’arti cultore
e, a tempo perso, discreto pittore
Quest’ultimo, a San Felice in vacanza,
passando tra campi, da poco arati,
dall’abitato a non breve distanza,
scorse – da terra rimossa affiorati –
dei sassi strani, di sabbia coperti,
che a lui parvero remoti reperti,
dal tempo corrosi e fossilizzati;
ciò, poi, risultò da studi effettuati,
con la fattiva collaborazione
di chi ne aveva già cognizione,
tra cui anche Nicoletta Radatta,
a quei reperti da tempo assuefatta.
Di essi ha parlato il bravo Gentilini
a spettatori nel silenzio immersi,
spiegando che organismi marini,
quali conchiglie e mitili diversi,
vissuti in tempi, millenni lontani,
ebbero a frequentare il nostro mare,
che per motivi, a noi profani arcani,
prese, pian piano, ad indietreggiare,
sicché i molluschi, secchi e prosciugati,
privi del loro vitale elemento,
finirono in terra, fossilizzati,
grazie all’acquatico sommovimento.
Quei fossili, detersi e ripuliti,
al Caffè Letterario, oggi donati,
son pronti ad essere esibiti
agli studiosi ed agli appassionati,
grazie al gesto, generoso e cortese,
del Gentilini, artista Bellunese.

Giuseppe D’Uva Cifelli,
San Felice del Molise, agosto 2013

Foto di: Loris Albanese