Il tortarello (Cucumis melo var. flexuosus), è una pianta rustica erbacea annuale, appartenente alla famiglia delle Cucurbitacee. Si tratta di una particolare varietà di melone, utilizzato come ortaggio. Si raccoglie ancora immaturo e si consuma crudo alla stessa maniera del cetriolo.
E’ un prodotto coltivato nel versante adriatico dell’Italia meridionale, in particolare in Abruzzo e Puglia. Si tratta di un ortaggio poco conosciuto al di fuori delle aree di produzione, coltivato prevalentemente su scala familiare, che rischia di scomparire.
Del tortarello sono note 2 varietà: il tortarello abruzzese ed il tortarello barese.
Il frutto del tortarello abruzzese è di colore verde chiaro, lungo dai 45 agli 80 cm. Presenta un aspetto ritorto, in particolare nella parte terminale del frutto. La buccia, non tomentosa, presenta scanalature longitudinali. I frutti si raccolgono, ancora immaturi, solitamente quando raggiungono i 40-50 cm. E’ una pianta facile da coltivare, a rapido accrescimento, vigorosa e molto produttiva. Si presta particolarmente bene alle coltivazioni biologiche. In Abruzzo è coltivato soprattutto sulla costa, lungo le vallate dei fiumi e nella medio-bassa collina. La produzione si concentra prevalentemente in provincia di Chieti, soprattutto nel vastese e nella calda valle del Trigno, dove è ampiamente diffuso anche in territorio molisano. Nel vastese e nel vicino Molise, il tortarello sostituisce quasi integralmente la coltivazione e il consumo del cetriolo. Localmente viene chiamato, al femminile, ” (la) turtarelle“.
Il tortarello verde barese, coltivato prevalentemente in Puglia, è di colore verde scuro, con la buccia che presenta una leggera peluria caduca. Si consuma allo stesso modo del tortarello abruzzese. Altri ortaggi simili, coltivati in particolare nel leccese, sono anche il carosello e il barettiere.
Il tortarello è un alimento caratteristico della dieta mediterranea, consumato fresco nella stagione estiva. Può essere utilizzato anche senza togliere la buccia. Molto gustoso, si presta ad essere consumato da solo, con l’aggiunta di un pizzico di sale o condito con aceto e olio. La ricetta classica del vastese e dell’Abruzzo in generale, è in insalata assieme al pomodoro, condito solo con olio e sale o con l’aggiunta, a secondo delle tradizioni di famiglia, con aglio, cipolla, origano, sedano o peperoni verdi. E’ molto ricco di acqua e possiede proprietà rinfrescanti, depurative e che facilitano le funzioni urinarie. Il tortarello è decisamente più digeribile del cetriolo e non è mai amaro, come talvolta accade per quest’ultimo.
Il tortarello abruzzese è un prodotto tipico, sano e gustoso che merita di essere apprezzato e valorizzato.
Per le sue caratteristiche e qualità organolettiche, per preservare le varietà locali del ristretto areale di produzione, è assai auspicabile che il tortarello abruzzese venga riconosciuto come prodotto IGP (Indicazione Geografica Protetta).
L’ IGP, infatti, indica un marchio di origine che viene attribuito dall’Unione europea a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un’altra caratteristica dipende dall’origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un’area geografica determinata.
Il tortarello, dunque, va a buon diritto ad aggiungersi alle altre eccellenze alimentari abruzzesi e del vastese in particolare.
Approfondimenti.
Caratteristiche e coltivazione del tortarello abruzzese


quale e’ il modo migliore per coltivare il tortarello abruzzese
Gent.mo Giorgio,
la coltivazione del tortarello abruzzese è abbastanza semplice in clima mediterraneo. Sostanzialmente si coltiva in modo simile al Melone, che ha caratteristiche ed esigenze quasi identice.In pieno campo si semina, a seconda della latitudine, tra marzo e maggio. Occorre seminare in postarelle distanti 1,5 – 2 m. Il terreno deve essere ben lavorato, sciolto, drenato, meglio se ben dotato di sostanza organica. Se viene effettuato il trapianto di piantine occorre prestare molta attenzione nel non danneggiare le radici. Le piantine una volta attecchite crescono molto velocemente e in modo vigoroso, allungandosi in tutte le direzioni. A mio avviso non è necessaria la cimatura (come per il melone), ma può essere una soluzione se non si dispone di molto spazio e si vuole aumentare la produttività. E’ una pianta esigente in termini di luce e calore e richiede sarchiature frequenti. Piccole coltivazioni non richiedono particolari trattamenti. La pianta può essere attacata da afidi e altri insetti e soffrire di squilibri idrici. Le irrigazioni devono essere frequenti nel periodo estivo altrimenti la pianta si dissecca facilmente. E’ utilissima la pacciamatura per limitare tenere lontani i frutti dal suolo, trattenere l’umidità, ostacolare le infestanti.
Teme abbastanza il vento. Non occorrono tutori.
Come tutte le Cucurbitacee non va ripiantato nello stesso posto prima di 3-4 anni. Il tortarello può essere consumato anche non maturo, come il cetriolo ma, a differenza di questo, conserva (e forse migliora) la gustosità anche quando è maturo. Buona coltivazione e…buon appetito! Ivan