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Ibrido di orchidea nuovo per la scienza scoperto sul Trigno

ophrys gracilis x berolonii_romolini ibrido valle del trignoDue nuovi ibridi di orchidacee osservati nel vastese. A Celenza sul Trigno esemplare osservato per la prima volta in Italia

La  valle del Trigno non smette di stupire! Nel Vastese sono stati scoperti 2 nuovi ibridi di orchidea spontanea di cui uno osservato e fotografato per la prima volta in Natura.
E’ noto che le orchidee nel loro ambiente naturale si ibridano molto facilmente e possono generare ibridi sterili ma anche fertili.
L’incrocio in questione è avvenuto tra  Ophrys bertoloni e Ophrys gracilis. 
L’ibrido Ophrys gracilis x bertoloni (Romolini ) da quanto è risultato dalla consultazione di vari testi e secondo il parere di alcuni esperti del settore, in precedenza non è stato trovato in nessun altro luogo in Italia.
Si tratta perciò di un’ interessante novità per il mondo scientifico e per i numerosi appassionati.
La scoperta è stata fatta dai soci del Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno, associazione che da diversi anni è impegnata, in particolare, nel  far conoscere le specie floristiche e faunistiche della zone interne del vastese e del vicino Molise.
Ophrys gracilis x pinguis ibrido

Ophrys gracilis x pinguis ibrido

Gli esemplari, alti circa 20 cm, in buone condizioni, vegetano in una piccola valle, a circa 4 m dall’alveo di un torrente affluente del fiume Trigno, su substrato calcareo, ad una altitudine di circa 140 m.s.l.m. La vegetazione circostante è costituita prevalentemente da specie stenomediterranee e eurimediterranee quali Cisto sp., Lentisco, Eliantemo, Ginepro rosso, Cornetta dondolina, Carpino orientale. L’ambiente forestale limitrofo all’area del ritrovamento è dominato in prevalenza da Roverella.
L’esemplare in  foto, a sua volta è un altro ibrido formato dalle seguenti specie: Ophrys gracilis e Ophrys pinguis. Esso è stato osservato durante un’escursione naturalistica nel mese di maggio 2013 a San Giovanni Lipioni. L’esemplare è stato fotografato in località il Monte.
Insomma la nostra area continua ad offrire meravigliose conferme a chi è convinto che quest’area sia di notevole interesse naturalistico e come tale meritevole di attenta considerazione.
Articolo di: Ivan Serafini
Foto di: Tiziana Dicembre, Elena Falcucci, Alessio Massari

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