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Aria di Vasto: il 25 febbraio tavola rotonda sulla qualità dell’aria nel vastese

Tavola rotonda a Vasto sulla qualità dell’aria di Vasto e del Vastese

NEWS. L’associazione civica Porta Nuova, col patrocinio del Comune di Vasto, della Provincia di Chieti, del Consiglio Regionale  d’Abruzzo, ha organizzato un’inedita tavola rotonda sulla questione della qualità dell’aria nel Vastese.

Si tratta di un appuntamento importante, anche perchè è  la prima volta che tecnici e politici discutono pubblicamente il tema della qualità dell’aria nel Vastese.

L’appuntamento è per venerdì 25 febbraio, dalle 18.00  alle 21.00, presso la Pinacoteca del Palazzo d’Avalos di Vasto (CH).

Gli interventi saranno a cura di:

Michele Celenza, Associazione civica “Porta Nuova”

Enrico Di Giuseppantonio, Presidente della Provincia di Chieti

Eugenio Caporrella, Assessore all’Ambiente della Provincia di Chieti

Nicola Argirò, Consigliere Regione Abruzzo, Presidente della Commisione regionale Ambiente

Tommaso Pagliani, Direttore Centro Centro Scienze Ambientali “Mario Negri Sud”

Tra gli invitati: Vincenzo Ronzitti (Responsabile ARTA Vasto- San Salvo), Luciano Lapenna (Sindaco di Vasto), Gabriele Marchese (Sindaco di San Salvo), Nicola Marisi (Sindaco di Gissi).

Approfondimento delle tematiche della tavola rotonada a cura dell’Associazione civica Porta Nuova – Vasto http://www.portanuovavasto.altervista.org/.

Sei questioni irrisolte sul tema dell’inquinamento atmosferico nel Vastese

Il convegno di domani Venerdì 25 fornirà, per la prima volta, l’occasione di un pubblico confronto tra tecnici e politici sul tema della qualità dell’aria nella zona del Vastese, una questione di cui la pubblica opinione sa davvero ben poco, e sulla quale regna da anni un silenzio pressoché totale. Gli elementi di preoccupazione non mancano di certo. Ci attendiamo che l’incontro possa servire, almeno per alcuni di essi, a fare la necessaria chiarezza.

Queste le questioni principali:

1. La totale assenza di monitoraggio. Le centraline di rilevazione in continuo della qualità dell’aria di Chieti Scalo, S. Salvo, Atessa (vale a dire l’intera rete provinciale di rilevazione, gestita dal Mario Negri Sud) sono spente; ad Atessa e Chieti Scalo dall’Ottobre 2007, e dall’Ottobre 2008 a S. Salvo. Ciò in una zona che rappresenta pur sempre il maggior polo industriale della regione… Una situazione degna di un paese del terzo mondo.

2. In particolare, il mancato rilevamento del PM10, sebbene il Piano Regionale per la Tutela
della Qualità dell’Aria (2007) riconosca, per questo inquinante, a Vasto e Atessa “un potenziale superamento delle soglie di valutazione superiore”: il che, in Abruzzo, accade solo a Pescara. La legge (vedi nota 1)  in questo caso prevede l’obbligo di misurazione mediante stazioni fisse; queste a Pescara ci sono, ma mancano del tutto ad Atessa e a Vasto.

3. L’inaffidabilità dei dati esistenti. Il Piano Regionale definisce la zona del Distretto Industriale del Vastese zona di mantenimento, il che significa che la qualità dell’aria vi è giudicata buona, occorre solo mantenerla così com’è. Per questa classificazione sono stati utilizzati i dati (riferiti agli anni 2002-2006) provenienti dalle 3 suddette stazioni della rete provinciale. Abbiamo dimostrato (vedi nota 2) che quei dati sono del tutto inaffidabili, perché ampiamente al di sotto dell’obiettivo di qualità previsto dalla legge. Su questa base abbiamo chiesto la revisione del Piano Regionale (3).

4. La mancata considerazione di dati ufficiali (molto allarmanti). In compenso, lo stesso Piano Regionale non considera minimamente una serie (ormai quasi decennale) di dati davvero allarmanti rilevati dalla centralina mobile dell’ARTA riguardo alla presenza, in molte zone della regione tra cui Vasto e S. Salvo, di Idrocarburi Policiclici Aromatici (IPA), un potente inquinante dalle proprietà cancerogene e mutagene. La Techne Consulting, società che ha redatto il Piano Regionale, interpellata al riguardo si è difesa adducendo “l’inesistenza di misurazioni significative con relazione alla nuova legislazione”. Come se ad ogni aggiornamento della normativa tecnica si dovessero gettar via tutti i dati precedentemente rilevati.

5. La mancata installazione della centralina di monitoraggio per le emissioni dei fumi in atmosfera prevista, a carico della Laterlite di Lentella, dalla Regione (in sede di AIA) per il Settembre 2010. Già nell’Aprile 2006 il Mario Negri Sud aveva rilevato nel suolo circostante l’impianto la presenza di diossine e furani, per i quali aveva invano richiesto l’effettuazione di “prelievi direttamente sul punto di uscita dei fumi di scarico”.

6. Infine, la mancata istituzione di un Registro Tumori (regionale o provinciale), un segno di
scarsa civiltà che ci pone in una posizione di retroguardia in Italia (e finisce per incrementare le voci e i “si dice”).

1) DLgs 351/99, Art. 6, comma 2, lettera b); comma 7.
2) http://www.scribd.com/doc/15484783/aria-16-05-09
3) L’Allegato X al DM 2 aprile 2002, n. 60. Le rilevazioni avrebbero dovuto coprire almeno il 90% dei giorni su base annua.