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Il borgo fortificato di Guilmi (CH)

borgo fortificato di Guilmi

Informazioni e storia del borgo fortificato di Guilmi

 

Tipologia: Cerchia urbana

Ubicazione: Centro storico di Guilmi, Provincia di Chieti

Utilizzazione: Fruibile, adibito ad abitazioni, attività commerciali e servizi

Epoca di costruzione: Probabilmente Secc. XI-XV.

Stato di conservazione: Borgo fortificato: traccia storica nel 1988; parzialmente integro

Descrizione dell’edificio e storia di Guilmi: «Guilmi, Carpineto Sinello e Casalanguida furono i capisaldi della difesa meridionale del Ducato e quindi del Regno prima dell’invasione normanna. Guilmi o Guilme, Terra in Provincia di Abruzzo Citeriore, compresa nella Diocesi di Chieti, lontana dal mare miglia 15, 36 da Chieti e 14 da Vasto. È situata in una collina godendo buon’aria. Il territorio confina da Oriente col Feudo di Montesorbo, da mezzo con quello di Colleprato, con Montazzoli e Baselice, da Ponente con Atessa, e da settentrione col Feudo di Policorvo. Da mezzogiorno, ponente e a settentrione è circondato dal fiume Asinello, o Sinello che ha la sua origine dalla montagna della terra di Montazzoli.”  Dalla descrizione della Terra di Guilmi, fatta dal Giustiniani nel suo Dizionario geografico-ragionato del Regno di Napoli, risulta una visione non del tutto completa della reale posizione del paese.
Infatti, l’ubicazione di Guilmi, fa pensare ad un insediamento dovuto in primo luogo a ragioni di ordine difensivo: dalla parte più alta del paese, formata da uno strapiombo sulla Valle del Sinello, si domina l’intera vallata fluviale e lo sguardo può vagare sino al mare raggiungendo, dunque, il litorale vastese, inoltre, con un’occhiata d’insieme, si possono osservare i paesi limitrofi, posti, come Guilmi, sulle alture che dominano la vallata.
Posto ideale, quindi, per una torre di guardia, per un castello fortificato o una roccaforte – come d’altra parte alcuni stemmi sulle case più antiche di Guilmi mostrano palesemente (in uno, ad esempio, in un secondo momento dipinto, si nota una torre lambita dal mare) – luogo propizio per il signore feudale per il controllo delle proprie terre, del nemico che avanza, del pellegrino che giunge, per gli eventuali rifornimenti dal mare, per i mercanti in cammino, ecc.
E, in effetti, Guilmi ha le caratteristiche proprie di tutti quei paesi abruzzesi che hanno svolto, nei tardi tempi romani e alto-medioevali, il ruolo di “castrum”, di roccaforte.
Per i “castra” abruzzesi più noti quali, ad esempio, Guardiagrele, Castel di Sangro, Castiglion Messer Marino, Castiglion Messer Raimondo, etc. oltre ad avere fonti scritte sulla loro origine, si può dare per certa tale funzione anche perché si hanno testimonianze dirette e tangibili di mura o di resti di esse d’epoca medioevale, mentre per Guilmi la struttura di cinta primaria è pressoché impossibile da rintracciare e, forse un accenno delle vecchie mura può riscontrarsi nella parte più alta dell’agglomerato civico odierno e fungente, per altro, da struttura portante di alcune abitazioni che tra l’altro risalgono al XVIII sec.- tale datazione risulta dalle incisioni su pietra di date quali 1703, 1705 sul sommo del portale sempre in pietra di talune di queste dimore.
Si potrebbe inoltre ipotizzare che Guilmi, oltre ad avere una cinta muraria propria, abbia avuto una rocca di avanguardia, una sorta di avamposto, situata alle pendici del colle ove è ubicato il centro civico odierno, ma in una posizione più arretrata e, quindi, più bassa: Rocca Tripaldi. Questa, proprio per la sua collocazione, sembrerebbe congetturata come primo punto di ostacolo alle offese straniere, condotte sia dai paesi viciniori, sia dai pericoli che potessero giungere dalla costa e dal mare e, nella fattispecie dalle scorrerie saracene. Si ricordi, ad esempio, che località come Ortona furono ripetutamente assalite e, alla fine incendiate e distrutte dai Turchi nel XVI secolo, secondo quanto ricordano i vari cronisti locali. È forse da scartare l’ipotesi tradizionalmente accettata che Rocca Tripaldi o Tripalda sia il primo insediamento della popolazione locale che, solo in un secondo momento, a causa della caduta dell’Impero Romano d’Occidente e delle invasioni barbariche, non sentendosi più sicura entro la prima cinta muraria, si sia spostata nella parte più alta del colle.

Questa confutazione ha la sua validità sicuramente per quel che riguarda l’epoca tardo-medioevale – sec. XIII-XIV – anche per il fatto che dal Bartoletti, in data 1417, Rocca Tripaldi viene menzionata accanto a Guilmi, così come viene indicata la fortezza di Monteodorisio assieme all’agglomerato civico omonimo. La possibilità di un primo insediamento a Rocca Tripaldi può essere invece avvalorato dall’esistenza, nei pressi della roccaforte, di una chiesa, San Marco, che, come la tradizione medioevale ci insegna, sorgeva là dove c’erano delle anime da potere e dovere curare o dove vi erano delle piccole comunità ecclesiastiche, quali cellae di grossi monasteri.
Questa sembra l’ipotesi più attendibile in quanto, dopo la donazione del Conte Trasmondo in data 1012, “pro redemptione animae”, al monastero di S. Stefano della diocesi teatina, della chiesa di San Marco Apostolo, la ritroviamo fra i Beni della Mensa Vescovile di Chieti in data 1323.
Comunque per quanto riguarda l’evoluzione storica la sua ubicazione nel territorio chietino fa pensare che l’insediamento civico abbia seguito da vicino tutti gli sviluppi, le tappe, le vicende fondamentali in modo che la storia di Guilmi riesca a confondersi con quella teatina, almeno sino alla fine del XV- inizi del XVI sec.
È questo il periodo in cui i d’Avalos si stabiliscono nella terra abruzzese. Per quel che riguarda Guilmi, dal Bartoletti si apprende la notizia che nel 1500 era fra i possessi di Fabrizio Colonna che nel 1480, dopo la morte di Roberto Orsini, conte di Albe e Tagliacozzo, fu investito da parte della Corona aragonese e che, assieme ai Piccolomini, ai Cantelmo vengono riconfermati signori feudali perché fedeli alla corona, mentre erano in scena i d’Avalos, marchesi di Pescara e conti di Loreto i quali assieme al marchesato del Vasto ricevettero la Contea di Monteodorisio.
Nel 1442 alla caduta del Regno Napoletano nelle mani degli Aragonesi i signori feudali che erano stati fedeli ad Alfonso d’Aragona videro rinsaldato il potere comitale sui precedenti territori in modo da ristabilire in Abruzzo l’antico equilibrio fra città demaniali, e quindi regie, e feudi. I signori locali, in questo periodo, riuscirono anche ad ampliare il loro potere tramite alcune politiche matrimoniali: è questo il caso dei d’Avalos.
Lo Stoppa riferisce circa il matrimonio fra Antonella d’Aquino e Innico d’Avalos, tramite il quale si riuniscono i feudi di Pescara e di Loreto Aprutino al contado di Monteodorisio ove tra le altre era anche inclusa la terra di Guilmi.
Dal momento della signoria comitale dei d’Avalos, Guilmi rimarrà, tranne per un breve arco di tempo, sempre parte del marchesato, sino all’invasione francese.

Bibliografia
– Abruzzo dei Castelli. Gli insediamenti fortificati abruzzesi dagli Italici all’Unità d’Italia, Pescara, 1993;
– Atlante dei Castelli d’Abruzzo. Repertorio sistematico delle fortificazioni, Pescara, 2002;
– L. Busico., Le torri della Contea di Monteodorisio, tesi in Storia dell’Architettura, anno accademico 1998-1999, Facoltà di Architettura, Università degli Studi “G. D’Annunzio”, Chieti-Pescara;
– V. Furlani, Centri Storici. Interpretazione dei processi storico formativi e della dinamica aggregativi, Provincia di Chieti Assessorato Assetto del Territorio Settore V Urbanistica e Pianificazione territoriale, CD-Rom, s.d. [ma 1998-99];

Fonte: le informazioni pubblicate sono tratte dal sito www.trignosinelloturismo.it/.

Informazioni e notizie storiche sul comune di Guilmi