Centro Studi Montagna Vastese

ivan serafini

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Il Centro Studi per la Montagna vastese

Il nostro blog sta raccogliendo le adesioni per costituire un’associazione senza fine di lucro per l’istituzione e la gestire di un Centro studi per la cultura e l’ambiente della Montagna Vastese.

Il Centro, si configurerà come un gruppo di persone, eterogeneo per cultura e formazione, dedito alla raccolta, allo studio e alla divulgazione di informazioni per valorizzare la cultura, la storia, l’arte e l’ambiente dell’entroterra vastese.

L’area di riferimento, il campo di azione del Centro studi, sarà il territorio del medio e alto vastese, dei comuni molisani della valle del Trigno e dei comuni limitrofi.

Il Centro studi, potrà commissionare studi, ricerche, pubblicazioni, relazioni e analisi scientifiche a studiosi e ricercatori di riconosciuta fama regionale o nazionale, che stabiliscano (una volta per tutte) la valenza ambientale e storica di questo territorio.

Ad esempio, potrà svolgere direttamente o commissionare ad esperti dei vari settori, studi scientifici sulla  fauna e flora vastesi, relazioni storiche, schede sui beni archeologici, piani di marketing  e strategie di sviluppo del territorio,  ricerche sulle piante medicinali,  itinerari e mappe di perimetrazione delle aree di maggior pregio, studi su norme e regolamenti di attuazione per un eventuale Parco naturale ecc.

Scopo del Centro potrebbe essere anche la realizzazione e la gestione di un  Museo della montagna vastese, dove raccogliere le pubblicazioni elaborate ed il materiale relativo al nostro territorio. Il Museo potrebbe svolgere un importante ruolo per l’educazione ambientale, diventando un punto di riferimento ed un importante laboratorio didattico per le scuole dell’entroterra e della costa.

Il Centro, inoltre, potrebbe occuparsi della raccolta di fondi e richiedere finanziamenti per progetti comunitari (P.I.T., P.O.R., ecc). Ad esempio, poiché sono disponibili finanziamenti comunitari per la valorizzazione dei siti S.I.C., si potrebbe studiare un progetto per la valorizzazione del Fiume Trigno.

Il comune di Bagnoli del Trigno (IS) per un progetto di questo tipo (tramite P.I.T.) ha ottenuto, nel 2006, 400.000mila euro. Con tali fondi è stato ristrutturato, un ponte di attraversamento del Fiume Trigno.

Un progetto simile si potrebbe attuare per la valorizzazione del Fiume Trigno, realizzando un ponte  in legno a basso impatto ambientale tra l’area del Santuario della Madonna del Canneto e il versante abruzzese. Un’opera che potrebbe avere un influsso positivo per lo sviluppo turistico del nostro territorio, oltre che avere un forte valore simbolico nel rinnovare  il legame e la cooperazione tra le due regioni.

Il Centro potrà attivare relazioni e stringere contatti con altre associazioni, enti, centri di ricerca e curare particolarmente i rapporti con i nostri conterranei che risiedono in altre regioni d’Italia e all’estero.

Organizzare incontri, mostre, seminari, convegni che abbiamo come tema la valorizzazione del territorio sotto tutte le sue forme e la mobilitazione permanente in difesa e per lo sviluppo delle aree interne.

Le attività e le documentazioni prodotte dal Centro, con il coinvolgimento dei residenti, delle autorità locali, degli amministratori, delle associazioni di categoria e di tutti gli stekeholders, potranno essere utilizzati come allegati scientifici ad una legge regionale o nazionale di istituzione del Parco naturale della Montagna vastese o di un altro ente o attività capace di promuovere e valorizzare sul serio il territorio.

Naturalmente il processo di approvazione sarà lungo e, richiedendo il coinvolgimento di numerosi enti e soggetti pubblici e privati, potrebbe anche fallire.

Anche se ciò dovesse accadere, però, il lavoro svolto dall’associazione/Centro non andrebbe affatto perduto! Anzi! Il faticoso percorso di acquisizione di identità, di crescita della consapevolezza del valore del territorio avrà innescato, nel frattempo, una miriade di attività e iniziative utili sin da subito al territorio e ai suoi residenti.

Le iniziative che il Centro potrebbe mettere in campo, come detto, rappresentano un’importante opportunità, un valore aggiunto diper sé, indipendentemente dal raggiungimento dell’ambizioso obiettivo finale.

Per la promozione e la valorizzazione della Montagna vastese, il Centro può avviare un percorso assai utile che potrebbe in futuro essere ripreso in modalità  e forme oggi difficilmente immaginabili.

Pensate che queste iniziative possano giovare al comprensorio vastese?

Noi crediamo fortemente di si. Per questo vi invitiamo a leggere e ad aderire  al Manifesto del parco Nazionale della Montagna vastese.

  • Enzo Carmine Delli Quadri

    Condivido in toto l’obbiettivo di costituire il Parco Nazionale della Montagna Vastese. Farei, comunque, uno sforzo in più. Mi piacerebbe un Parco Nazionale dell’Alto Sannio che ricomponga la divisione di questo territorio (identificabile in AltoMolise-AltoSangro-AltoVastese), territorio che negli anni 60 fu smembrato e sottoposto a ben 4 amministrazioni provinciali, rubandogli il cuore e l’anima. Da poco è nato un gruppo chiamato ALMOSAVA che vuole tentare di convicere i politici locali a lottare perchè si torni ad un Alto Sannio unito. Il Parco Nazionale sarebbe la prima conseguenza di questa azione. (ALMOSAVA, acronimo di AL-to MO-lise SA-ngro VA-stese, sta a indicare, nella lingua popolare medioevale, la salvaguardia della propria terra (anima), quella terra che, intorno al corso medio alto del Sangro, con il Verrino e l’Alto Trigno, fu il luogo di origine della nazione sannita che per almeno cinque secoli (VI – I a.C) ebbe il suo cuore pulsante tra Castel di Sangro , l’antica Aufidena, gli altopiani di S. Pietro Avellana, Carovilli e Vastogiradi, Capracotta, Castiglione Messer Marino, Pescopennataro, Agnone e Pietrabbondante).