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Pubblicata la “carta dei tartufi” della regione Abruzzo. L’Alto vastese ricco di tartufo bianco

Sulla presenza dei tartufi e sulla vocazione tartuficola della Regione Abruzzo

L’ARSSA e la regione Abruzzo hanno pubblicato un utilissimo volume sulla presenza nella regione Abruzzo del tartufo bianco e del tartufo nero pregiato.  Si tratta di un’opera esaustiva, che rende pubblici i risultati conclusivi del Progetto mappatura delle aree naturali vocate alle due specie più pregiate di tartufo nella Regione Abruzzo: il tartufo bianco (Tuber magnatum) e il tartufo nero (Tuber melanosporum).

Alla realizzazione dello studio, curato da Gabriele De Laurentiis e  Domenicangelo Spinelli, hanno preso parte numerosi esperti del settore ed  importanti studiosi della nostra regione.

Lo Carta evidenzia le aree maggiormente vocate per le differenti specie di tartufo in Abruzzo. Lo studio esamina in modo approfondito il clima, gli aspetti pedologici, l’uso del suolo, la vegetazione spontanea e mette in evidenza, su rilievi cartografici, i siti di presenza allo stato spontaneo e le aree vocate allo sviluppo di tartufaie.

Sono state censite oltre 1100 tartufaie, in particolare di Tartufo bianco e nero, ma anche delle varietà meno pregiate come lo scorzone o tartufo estivo (Tuber aestivum).

Dallo studio è emerso che il territorio dell’Alto e Medio vastese è  particolarmente vocato per il tartufo bianco (Tuber magnatum), specie assai preziosa. Ed infatti, non sono rari in questa parte d’Abruzzo ritrovamenti di esemplari di eccezionali dimensioni. Nel 2009, ed esempio, vicino Schiavi d’Abruzzo, è stato trovato un tartufo bianco di 680 grammi!

La studio dimostra la grande valenza economica rappresentata dall’abbondanza dei tartufi in Abruzzo e di quanto sia preziosa questa risorsa naturale.

La pubblicazione si può scaricare gratuitamente dal sito dell’ARSSA al seguente indirizzo: “Carta della vocazionalità tartuficola della Regione Abruzzo” (Ringraziamo per la segnalazione delle interessanti pubblicazioni l’ing. Andrea Schieda)

Nel 2009 l’ARSSA aveva pubblicato, sullo stesso argoment0, un’altra pubblicazione molto interessante, Cercare tartufi in terra d’Abruzzo.

A settembre 2015 è stata approvata una nuova normativa per la raccolta del tartufo ed è nato il logo “Tartufo d’Abruzzo”. I promotori della legge ritengono che le modifiche apportate da un lato, tutelano e preservano il patrimonio tartufigeno della Regione e, dall’altro, valorizzano la produzione locale sui mercati nazionali ed europei. Oltre all’istituzione del logo Tartufo d’Abruzzo, gli interventi normativi riguardano l’estensione dell’orario di vendita del tartufo fresco e ancora più rilevanti gli interventi sul calendario per la raccolta, che si è voluto rendere maggiormente compatibile con il processo naturale del tartufo cosi da valorizzarne le proprietà organolettiche.

 

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