Centro Studi Montagna Vastese

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I vantaggi del Parco Naturale della Montagna Vastese

Il  parco può essere un eccellente strumento non solo per la tutela ambientale, ma anche, e soprattutto, per la valorizzazione economica  di risorse che, allo stato attuale, risultano immobilizzate o gestite come se avessero scarso valore. 

Innanzitutto,  tutelare l’ambiente naturale significa non solo preservarlo dal degrado, dagli incendi, dal dissesto idrogeologico ecc., ma, anche, reperire ed investire le risorse necessarie per migliorarlo, attraverso: riforestazioni, rinaturalizzazioni degli alvei fluviali, miglioramento della depurazione delle acque, bonifica di discariche e siti inquinati, creazione di invasi naturali (es. lago di Penne), manutenzione di strade e sentieri, predisposizione di strutture, piani di tutela e di intervento in caso di emergenze ambientali e sociali (terremoti, frane, incendi, alluvioni ecc). 

Queste attività sono essenziali ma, allo stesso tempo, estremamente dispendiose in termini economici. Un parco permetterebbe di reperire le risorse adeguate e le competenze necessarie per un’attenta ed oculata gestione e valorizzazione del patrimonio forestale, dei pascoli, delle risorse idriche ed energetiche, dei siti archeologici, dei centri storici, dell’ingente patrimonio immobiliare attualmente in svendita, in modo da garantirne ed aumentarne il  valore. 

Molti detrattori pensano al parco come ad un insieme di limiti, regolamenti e vincoli alle attività e alle libertà imprenditoriali. Gli svantaggi di un Parco, invece, se esistono, sono a carico di chi vorrebbe continuare a sfruttare illegalmente le risorse del territorio senza alcun impedimento: i bracconieri, coloro che tagliano abusivamente i boschi, coltivano cave abusive, appiccano incendi, aprono discariche abusive, inquinano l’ambiente e che traggono profitto attraverso attività dannose per la salute dei cittadini. Nei loro confronti, il Parco rappresenterà un formidabile deterrente, in quanto contribuirà al presidio e al monitoraggio continuo del territorio, con personale e risorse proprie. 

Per i commercianti, i ristoratori, le imprese e per la stragrande maggioranza dei residenti, invece,  il Parco rappresenterà una straordinaria opportunità di crescita occupazionale e di sviluppo economico. Se gestito da persone competenti, capaci e che hanno a cuore lo sviluppo del territorio e il benessere dei residenti, costituirà un efficace strumento  per la promozione dell’immagine del territorio vastese, in Italia, in Europa e perché no, nel mondo (si pensi all’enorme potenziale dei mercati delle nazioni emergenti!). 

Per realizzare questo progetto, è necessario avviare  un percorso di studio e di ricerca, cui deve fare seguito una fase  di intese, accordi, piani di sviluppo e tavoli  di concertazione tra gli stakeholders  per avviare una spinta progettuale capace di intercettare e utilizzare con successo le ingenti risorse comunitarie  messe a disposizione dal Sesto programma di azione per l’ambiente dell’ Unione Europea. 

Le ricadute positive nel breve, medio e lungo periodo, possono essere inimmaginabili. 

In pochi anni regioni come la Toscana, l’Umbria, le Marche, con una intelligente e attenta opera di promozione del territorio (c.d. marketing territoriale), sono state capaci di far diventare mete di grande successo anche località minori, marginali, lontane dai percorsi turistici maggiormente frequentati. 

In modo simile, le aree interne del vastese, che oggi soffrono lo spopolamento, l’abbandono delle terre, la svendita del patrimonio immobiliare e ambientale, se giustamente valorizzate, potrebbero offrire importanti opportunità occupazionali e di business per molti residenti. 

L’Unione Europea ha già individuato nel territorio vastese, dalla costa ai monti, ben 7 Siti di Interesse Comunitario, che attendono piani e progetti di valorizzazione (e quindi investimenti) in senso ambientale

Investire nell’ambiente, significa accrescere la qualità e le potenzialità del territorio, soprattutto ai fini dell’ospitalità turistica. 

La riqualificazione del territorio, la cura e l’attenzione per le risorse naturali, infatti, rappresentano lo strumento principale per convogliare nel territorio in esame quel turismo di qualità tanto ricercato. Questo particolare tipo di turismo è costituito, prevalentemente, dal circuito del turismo eco-sostenibile. Un turismo non di massa, ma fatto da visitatori che ricercano, apprezzano e rispettano le bellezze archeologiche minori, le tradizioni locali, l’artigianato,  il contatto con la natura, il cibo biologico, la vita salutare, lontano dai circuiti frequentati dal turismo di massa. 

Da semplici visitatori estivi, alcuni potrebbero decidere (come in alcuni casi è avvenuto) di acquistare case e terreni, di trasferirsi definitivamente o di investire nel nostro territorio ingenti risorse, ponendo così un argine al pauroso fenomeno dello spopolamento e rivitalizzando il tessuto sociale, civile e umano delle aree interne. 

Un logo, un marchio del Parco Nazionale della Montagna vastese, servirà ad  identificare in modo inequivocabile questo territorio, come garanzia di qualità dei prodotti e delle attività in esso svolte, rappresentando di per sé un valore aggiunto molto efficace. 

Un parco sarà da incentivo per l’albergo diffuso, l’ospitalità turistica, l’agricoltura biologica, l’allevamento di qualità, l’artigianato, i servizi legati al turismo, la realizzazione di resort e centri benessere, la promozione di eventi, fiere e sagre dei prodotti tipici, la realizzazione la manutenzione delle infrastrutture e l’edilizia eco-sostenibile per la riqualificazione dei centri storici.  

Se  non si interverrà il prima possibile in questo senso, o comunque nella direzione della valorizzazione ambientale, storica e culturale della Montagna vastese, visto anche il perdurare della crisi economica mondiale, è probabile che i processi negativi in atto subiranno un’accelerazione in tutte le aree interne, trascinando anche il nostro territorio in una fase di irreversibile declino.