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Nel vastese scoperta pianta considerata estinta in Abruzzo. La canforata di Montpellier tra Lentella e Fresagrandinaria

Canforata di Montpellier fiume TrignoIl Centro Studi per la Montagna Vastese e la Valle del Trigno ha individuato lungo la valle del Trigno una specie considerata estinta in Abruzzo: la Canforata di Montpellier.

 

La Canforata di Montpellier (Camphorosma monspeliaca) è un piccolo arbusto tipico delle steppe e delle zone semidesertiche che fino ad oggi risultava non più presente in Abruzzo, probabilmente a causa delle modificazioni degli habitat in cui vive.

La specie è stata rinvenuta durante una escursione naturalistica effettuata dai soci del Centro Studi Alto Vastese e Valle del Trigno in un’area argillosa lungo la vallata del fiume Trigno, tra i comuni di Lentella e Fresagrandinaria.

E’ un ritrovamento di grande interesse per la regione Abruzzo che conferma, ancora una volta, l’importanza del vastese e della Valle del Trigno per la conservazione della biodiversità.

E’ considerata rara in gran parte d’Italia ed è diffusa soprattutto nel Meridione. In Molise numerosi esemplari si trovano nel Sito di Interesse Comunitario “Calanchi di Montenero di Bisaccia“, un’area geologicamente molto simile all’area abruzzese in cui è stata ritrovata la specie.

Infatti, la Canforata vegeta nei luoghi aridi subsalsi delle zone costiere e sulle argille ad alto tenore salino nelle zone interne, in associazione con altre specie molto interessanti come la Broteroa, l’Atriplice alimo e il Carciofo selvatico.

Si tratta di una specie adatta a vivere negli ambienti argillosi che sono particolarmente ostili alla vegetazione in quanto soggetti a forte erosione, salinità e carenze idriche. Queste piante riescono a sopravvivere in questi ambienti grazie a lunghissime radici che penetrano profondamente nel terreno dei calanchi argillosi.

Distribuzione della Canforata di Montpellier in Italia

Distribuzione della Canforata di Montpellier in Italia

Descrizione: altezza 2-5 dm, con odore di canfora. Fusti legnosi, prostrati, contorti, a corteccia scura, con rami eretti bianco-pubescenti. Foglie triangolari-lesiniformi (4-6 mm), alla base larghe fino ad 1 mm, riunite in mazzetti.  Fiori in spighe; perianzio (2-2,5 mm) tubuloso a 4 denti; 4 stami; frutto avvolto dal perianzio, con semi neri. Fiorisce da giugno a settembre.

Habitat: luoghi aridi anche subsalsi presso il mare, argille subsalse all’interno da 0 a 300 m s.l.m.

Distribuzione: Istria. Liguria, Italia Meridionale, Sicilia, Sardegna, Corsica. Segnalata a Venezia presso Lido, in Toscana presso Livorno ed in Emilia. In Abruzzo l’unica segnalazione è il fiume Trigno.

Etimologia. Il nome della specie deriva dall’arabo “al-kafur” =canfora e dal greco “osme” =odore, in riferimento al fatto che le foglie stropicciate emanano un leggero odore di canfora.

Proprietà. La pianta possiede anche proprietà medicinali. Per la presenza di oli essenziali, è usata in medicina popolare come antiasmatico, diaforetico, diuretico, emmenagogo, espettorante e stimolante.

Articolo di: Ivan Serafini.

Foto di: Tiziana Dicembre

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