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Aspirina naturale? Dal salice bianco, specie comune in tutta Italia. Utilizzi, curiosità, metodi di raccolta

aspirina salice bianco

Come “ricavare” aspirina in modo naturale dal Salice bianco

AMBIENTE & SALUTE. Il Salice bianco (Salix alba) è un albero alto 15-25 metri appartenente alla famiglia delle Salicacee che in Italia comprende 35 specie e numerosi ibridi (S. Pignatti, Flora d’Italia, v. I pag. 89-105).

E’ una specie diffusa in tutta l’Europa centromeridionale, dove costituisce formazioni miste con altre specie igrofile, lungo i corsi d’acqua su terreni fertili, profondi, soggetti a periodica sommersione. Si spinge dal piano basale sino a 1000 m di altitudine.

In Abruzzo la specie è nota con vari nomi: “salge”, “sauce” (provincia dell’Aquila), “veteca” (provincia di Chieti), “venghe” (provincia di Teramo).  I termini vetecavenghe, secondo A. Manzi (Flora popolare d’Abruzzo), derivano dal latino vitex, in riferimento all’agnocasto (Vitex agnus-castus), una specie, oggi rarissima in Abruzzo e specie protetta in Molise. Nel vastese il salice è chiamato comunemente “veteche”.

L’uso dei rimedi naturali a base di salice è antichissimo. Nel Mondo,varie culture hanno utilizzato la corteccia del salice, non solo per le proprietà antidolorifiche ed antipiretiche, ma anche come tonico digestivo. Gli antichi Cinesi, Ippocrate ed altri medici Greci, nonché i Romani hanno sempre consigliato rimedi a base di Salice. Erodoto nelle Storie narrava che esisteva un popolo stranamente più resistente di altri alle comuni malattie; tale popolo usava mangiare le foglie di salice. Ippocrate, considerato il padre della medicina, descrisse nel V secolo a.C. una polvere amara estratta dalla corteccia del salice che era utile per alleviare il dolore ed abbassare la febbre. Un rimedio simile è citato anche dai Sumeri, dagli antichi Egizi e dagli Assiri. Anche i nativi americani lo conoscevano e lo usavano per curare mal di testa, febbre, dolori muscolari, reumatismi e brividi. Anche le foglie venivano a volte usate contro le coliche e unguenti a base di Salice erano utilizzati topicamente su tagli e ustioni.

Una delle prime pubblicità dell'aspirina

Una delle prime pubblicità dell’aspirina

Usi moderni. Il Salice bianco è tutt’ora a volte utilizzato per i suoi effetti aspirino-simili, sebbene l’azione sia considerata inferiore e più lenta. Una febbre caratterizzata da pelle calda e arrossata può essere trattata con corteccia di Salice. Come antidolorifico può essere d’aiuto nell’alleviare dolori muscolari, cefalee ed artriti. Poiché vari studi hanno dimostrato che l’Aspirina funziona come agente termogenico (creazione di calore e consumo di calorie), in modo sinergico con la caffeina e l’efedrina, il Salice viene a volte incluso in formule per favorire il dimagramento. La corteccia di Salice bianco può anche aiutare a prevenire o curare borsiti, reumatismi e nevralgie.

Recenti ricerche stanno evidenziando potenti effetti anti-tumorali dell’aspirina.  Alcuni ricercatori del City College di New York  stanno testando una tipologia di aspirina, denominata Aspirina Nosh, che ha dimostrato di poter curare tumori del colon nel 85% dei casi e senza alcun effetto collaterale.

Studi condotti presso l’Università di Oxford sembrano avvalorare la tesi secondo cui un consumo a lungo termine e a basso dosaggio del farmaco – (75 mg al giorno) – può ridurre il rischio di sviluppo di cellule tumorali nel 50% dei casi (Fonte: The Telegraph).

La sostanza attiva dell’estratto di corteccia del salice bianco (Salix alba), chiamata salicina, fu isolata in cristalli nel 1828 da Johann A.Buchner e in seguito da Henri Leroux, un farmacista francese, e da Raffaele Piria, un chimico calabrese emigrato a Parigi, che diede al composto il nome attuale (acide salicylique).

Successivamente, il 6 marzo 1899, la Bayer brevettò il nome “aspirin” componendo il prefisso “a-” (per il gruppo acetile) con “-spir-” (dal fiore Spiraea, da cui si ricava l’acido spireico, ovvero l’acido salicilico) e col suffisso “-in” (generalmente usato per i farmaci all’epoca).

Meccanismo d’azione della salicina naturale. La salicina trovata in basse dosi (1-2%) nella corteccia di salice bianco è un glicoside. Il fegato e l’intestino convertono la salicina in acido salicilico. Salicina, acido salicilico ed aspirina sono tutte sostanze in grado di ridurre l’infiammazione, di abbassare la febbre e di alleviare il dolore. L’esatto meccanismo d’azione fu sconosciuto fino ai primi anni ’80, quando si scoprì che l’aspirina agisce su alcune prostaglandine, sostanze ormono-simili che hanno vari effetti sulla mente, umore e funzioni corporali. La corteccia di salice bianco contiene anche tannini e flavonoidi che in basse dosi possono avere effetti benefici per l’organismo.

Dove trovare la corteccia di salice.  Presso le erboristerie la corteccia di salice è disponibile in varie formulazioni: capsule, estratti liquidi e bustine da thè, anche in combinazione con altre erbe medicinali. La corteccia di salice bianco rappresenta un ingrediente comune per formule contro l’ansietà, problemi alle ossa ed articolazioni, per migliorare il sistema immunitario e l’umore. Per uso esterno, in conseguenza dell’elevato contenuto di tannini, la corteccia esercita una forte azione astringente sulla pelle e sulle mucose infiammate e favorisce la cicatrizzazione delle ferite.

Tecniche di raccolta, tempi e modalità per uso domestico. Il Salice bianco allo stato spontaneo è assai comune in natura, soprattutto lungo i corsi d’acqua e invasi naturali e artificiali. E’ possibile quindi reperirlo facilmente. Più difficile è trovare siti adatti -non inquinati- dove raccogliere la corteccia. In Abruzzo e Molise caratteristiche di elevata qualità ambientali, sono presenti sui principali gruppi montuosi (Monti della Laga, Majella, Gran Sasso, Simbruini, Velino, Mainarde, Meta, Monti dei Frentani, ecc). La corteccia si raccoglie in autunno, nei mesi di ottobre – novembre, alla caduta delle foglie. La corteccia va prelevata da rami di due – tre anni: si incide con il coltello e si tira via facilmente con le mani in lunghe strisce. Successivamente si taglia in piccoli pezzi  e si lascia essiccare in luogo asciutto. Conservare in barattoli di vetro o sacchetti di carta in luogo asciutto e ventilato. Utilizzo simile alla corteccia hanno anche gli amenti (le infiorescenze) del salice che, a seconda dell’area geografica, si raccolgono tra marzo e maggio. Dopo l’essiccazione, possono essere utilizzati per ottimi infusi e decotti con proprietà simili alla corteccia.

PROPRIETA’ E DOSAGGIO

USO INTERNO per combattere gli stati febbrili, i dolori reumatici, i disturbi della digestione.

Polvere: 3 – 4 grammi al giorno in un’ostia o stemperati in acqua.
Decotto: 2 grammi in 100 ml di acqua. Due – tre tazze al giorno.
Tintura: 20 grammi in 100 ml. di alcool di 20° (a macero per 10 giorni). Due – tre cucchiai al giorno.
Tintura vinosa: 5 grammi in 100 ml. di vino bianco (a macero per 10 giorni). Un bicchierino prima dei pasti.

USO ESTERNO contro dolori reumatici e insonnia

Bagni, pediluvi con decotti diluiti di Salice bianco sono tradizionalmente impiegati per sedare i dolori reumatici e conciliare il sonno.

Decotto: 5 grammi di corteccia in 100 ml. di acqua. Fare pediluvi di decotto diluito per l’insonnia; bagni ed impacchi con la corteccia polverizzata.

Attenzione. I rimedi a base di corteccia di salice bianco sono in generale meno potenti dell’aspirina. Molti erboristi, comunque, sono convinti che per essere tranquilli bisogna tenere in considerazione le cautele e le controindicazioni riportate per l’aspirina. Così, la corteccia di salice bianco non dovrebbe essere somministrata a bambini con febbre dovuta ad alcuni ceppi virali, come l’influenza, per il rischio della sindrome di Reye. La corteccia di salice bianco dovrebbe anche essere evitata dalle donne in gravidanza, dai bambini sotto i due anni di età ed in caso di problemi gastrici. Gli effetti collaterali sono rari e possono essere rappresentati da nausea, diarrea e problemi gastrici. Un uso eccessivamente prolungato può essere causa di ulcere gastriche.

ALTRI UTILIZZI. Il salice bianco è coltivato per i vimini e le pertiche, utilizzati per lavori di intreccio e paleria. Il legno ha impiego soprattutto per cassette e imballaggi e nell’industria cartaria. Se ne fabbricano anche oggetti minuti, sculture e zoccoli, per la sua leggerezza. Il carbone, di buona qualità, viene utilizzato per la produzione di “carboncini” da disegno. Risulta largamente coltivata la varietà ornamentale, nota come Salice piangente (Salix alba f. tristis), molto tollerante nei confronti del vento e dell’inquinamento atmosferico.

APPROFONDIMENTI

L’albero dell’aspirina: il Salice bianco

Storia dell’aspirina

Articolo di: Ivan Serafini

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